Dalla geologia a web designer freelance in Torino

Web designer freelance a Torino: chi sono e come ho iniziato

Da una laurea in Geologia al primo sito Web

Nato e cresciuto a Torino, oggi sono un web designer, o un web master (come si diceva all’epoca), ma alla fine degli anni Novanta studiavo tutt’altro.

Corrado Prever in una fotografia degli anni in Asia, sul fiume Mekong al tramonto

Fu nel 2000, con una laurea in Geologia appena presa, conoscenze elementari di HTML e Netscape Composer aperto sullo schermo, che misi online il mio primo sito personale: serviva a condividere le mie fotografie con persone dall’altra parte del mondo, e non aveva nessuna ambizione professionale.

Non ero uno sviluppatore, non lo pretendevo. Ma quel sito lo scrissi interamente a mano, riga per riga, perché all’epoca non esisteva altro modo.

È stata la fortuna più grande della mia carriera: quando sono arrivati i CMS e hanno reso tutto più semplice, io sapevo già cosa succedeva sotto e quella conoscenza non si acquisisce più, se si comincia oggi partendo da un editor visuale.

L’Asia, il ritorno, la scelta

Prima che il Web diventasse un vero lavoro, ho avuto diverse esperienze professionali in Italia e in Asia. Anni che hanno pesato più di qualunque corso: si impara a capirsi con persone che non condividono la tua lingua né il tuo modo di ragionare, e a chiedere le cose in modo che vengano capite davvero.

È una competenza che uso ogni settimana. Buona parte del mio mestiere non è tecnica: è capire cosa vuole dire davvero una persona quando dice “vorrei qualcosa di elegante ma anche moderno”.

Sono rientrato in Italia e dal 2009 web designer freelance a Torino è la mia attività a tempo pieno.

Cosa ho visto cambiare

Ho iniziato quando inviare una fotografia era un’impresa e i video online erano fantascienza. Ho visto le pagine statiche incontrare i database, nascere i CMS, e il Web trasformarsi in quello che qualcuno ha chiamato Web 2.0: non più un posto da consultare, ma un posto da riempire.

Corrado Prever al bar con un caffè, a Creta sotto un'insegna sui tipi di caffè

Quel passaggio ha cambiato più cose di quante ne immaginassimo allora. Ha moltiplicato i canali di accesso all’informazione, ha modificato il modo in cui le persone discutono, partecipano alla vita pubblica, comprano e vendono.

Ha aperto possibilità straordinarie e, insieme, questioni etiche e sociali che stiamo ancora imparando a maneggiare.

Mi considero fortunato ad aver attraversato questi decenni da dentro. Non per nostalgia, il Web di oggi funziona molto meglio di quello di allora, ma perché aver visto da vicino ogni passaggio aiuta a distinguere le novità vere dalle mode che passano. È una cosa che torna utile quando un cliente chiede se gli serve l’ultima tecnologia di cui ha sentito parlare.

Il web master a Torino: chi segue il sito dopo la messa online

C’è una parte del mestiere che non finisce alla consegna, ed è quella che forse il vecchio termine web master descriveva meglio di quanto facciano le parole di oggi: qualcuno che il sito lo conosce, lo tiene in piedi e sa dove mettere le mani quando qualcosa smette di funzionare o quando si vuole aggiungere altro.

Un sito seguito nel tempo diventa uno strumento che cresce, invece di un oggetto che invecchia dal giorno dopo.

Ogni tanto qualcuno mi chiede perché non sia mai entrato in una web agency. Perché una struttura ha costi fissi, e per coprirli deve lavorare su volumi: più progetti, tempi più stretti, un ricambio continuo di clienti. È un modello che funziona, e ci sono agenzie che lo fanno benissimo. Semplicemente non è compatibile con il modo in cui lavoro io, che si regge sull’esatto contrario: decido io a chi rispondere e quanto tempo dedicargli, e quando c’è un problema la risposta arriva da chi quel sito l’ha costruito.

Se guardo indietro, i siti che ho fatto nei primi anni sono molti più di quelli che faccio oggi. Fra il 2010 e il 2016 saper costruire un sito che funzionasse davvero era una competenza rara, e chi la cercava trovava poche porte a cui bussare. Oggi le porte sono tante.

Ho preferito prendere meno lavori e restare, invece di prenderne molti e sparire. Un sito consegnato e dimenticato dura pochi mesi prima di diventare un problema di qualcun altro, e per anni ho visto arrivare da me proprio quei problemi.
La maggior parte dei miei clienti la seguo da anni, e diversi da più di dieci: quando mi chiamano non devo chiedere chi sono e cosa fa la loro azienda.

Se avete già un sito e cercate qualcuno a Torino che se ne occupi, trovate i dettagli nella pagina dedicata all’assistenza e manutenzione.

Insegnare quello che faccio

Tra il 2016 e il 2018 ho collaborato con il Politecnico di Torino per lo sviluppo di un loro sito Web. Negli ultimi anni ho affiancato al lavoro sui progetti anche la didattica: tengo corsi di formazione informatica per società e associazioni di settore, in aula e tramite webinar.

Insegnare mi ha cambiato il modo di lavorare più di quanto mi aspettassi. Davanti a un’aula non puoi cavartela con il gergo da iniziati: se una cosa non riesci a spiegarla in parole comprensibili, probabilmente non l’hai capita fino in fondo nemmeno tu.
Da allora spiego ai clienti quello che sto facendo, invece di chiedere fiducia sulla parola.

Le mie competenze tecniche

Ogni progetto lo seguo interamente io, senza subappalti: lo sviluppatore siti Web, il designer e la persona che vi segue sono la stessa.

Cosa so fare come sviluppatore siti Web

Tecnologie:

  • HTML e XHTML
  • CSS
  • jQuery
  • Javascript
  • Bootstrap
  • PHP

Piattaforme CMS:

  • WordPress – WPML – WooCommerce
  • Joomla!

Software applicativi:

  • Dreamweaver
  • Visual Studio Code
  • Notepad++
  • Photoshop
  • Lightroom
  • Office
  • Screaming Frog
  • Xenu

Ottimizzazione e analisi:

  • Google Search Console
  • Google Analytics
  • Google PageSpeed
  • Web Performance
  • SEO on-page
  • SEO off-page
  • Accessibilità
  • Validazione W3C

Fuori dallo schermo e dagli schemi

Fotografia, scrittura creativa, viaggi; e un debole particolare per il Sudest asiatico, dove sono tornato e torno più volte di quante ne sappia contare.

Da qualche anno passo quattro o cinque mesi l’anno in Thailandia, e da lì lavoro esattamente come lavoro da Torino: gli ultimi siti che ho consegnato sono nati in parte lì. Lo scrivo perché è giusto saperlo, e perché di solito la domanda successiva è la stessa: e se succede qualcosa mentre non ci sei?
La risposta è che non cambia niente. Le riunioni si fanno in videochiamata, rispondo al telefono e alle mail come sempre, il fuso orario gioca a favore: quando in Italia si accendono i computer, io ho già lavorato mezza giornata.

La fotografia oltre ad un hobby è diventata anche una sorta di mestiere parallelo: realizzo personalmente le immagini per cataloghi ed e-commerce quando un progetto lo richiede, il che evita ai clienti di doversi cercare un fotografo.

La scrittura invece resta un fatto privato, o quasi, visto che ne è nato un romanzo: “Il Riflesso della Chimera”. Forse è la ragione per cui i testi dei siti che consegno non sembrano scritti da un modulo prestampato.

Se volete lavorare con me

Oltre a bere litri di caffè, la prima cosa che faccio quando arriva un progetto nuovo è ascoltare: capire cosa serve davvero, prima ancora di parlare di layout o di tecnologie. Dopo tutti i siti che ho messo in piedi credo di aver maturato una certa capacità nel tradurre quello che un cliente ha in testa in qualcosa che funziona, non solo che è bello da vedere.

Se state cercando un web designer freelance con cui costruire qualcosa che duri, il consiglio che do sempre, anche a chi poi sceglierà qualcun altro, è di non fermarsi al prezzo e di raccogliere più informazioni possibili prima di decidere.

Trovate i lavori realizzati divisi per tipologia di cliente, e i servizi di cui mi occupo. Oppure scrivetemi direttamente: il primo confronto è gratuito e senza impegno.