Spesso chi realizza un sito, finito il lavoro e incassato il compenso, se ne lava le mani. Per me la consegna è solo l’inizio di un percorso, non la fine: nel preventivo per la realizzazione di un sito sono sempre incluse manutenzione siti Web e assistenza per un anno intero.
Non è una gentilezza commerciale. Il primo anno è quello del rodaggio: emergono le piccole modifiche, gli aggiustamenti, le cose che si capiscono solo usando il sito tutti i giorni. Lasciare il cliente da solo proprio in quel periodo significa consegnare un lavoro a metà.

Cosa comprende la manutenzione di un sito WordPress
WordPress non è un programma fermo. È un ecosistema fatto dal software di base, da oltre cinquantamila plugin di terze parti e da migliaia di temi, tutti aggiornati di continuo per correggere errori, chiudere falle di sicurezza e restare compatibili fra loro. Il vostro sito è dentro quel movimento, che vi interessi o no.
Da qui nascono le operazioni periodiche che compongono la manutenzione siti Web:
- Aggiornamento del sistema, dei temi e dei plugin installati, verificando ogni volta che tutto continui a funzionare come prima
- Backup regolari, indipendenti da quelli offerti dal servizio di hosting, così da poter ripristinare il sito in caso di guaio
- Controlli periodici su vulnerabilità note e comportamenti anomali, per intervenire prima che il problema diventi visibile
- Rapporti con hosting e provider: se il malfunzionamento dipende da loro, le richieste di assistenza le apro e le seguo io
È lavoro che non si vede, ed è per questo che viene sottovalutato: quando è fatto bene, l’unico risultato visibile è che non succede niente.

Perché lasciare tutto com’è non è un’opzione
Ovviamente capisco la tentazione. La manutenzione è un impegno in più e una spesa in più, e un sito che funziona sembra non avere bisogno di nulla.
Il problema è che i siti non si consumano, non si rompono per usura, si rompono per abbandono.
La grande maggioranza dei siti WordPress violati lo è attraverso plugin o temi rimasti a versioni vecchie, per le quali la falla è pubblica e nota da mesi. Non serve essere un obiettivo interessante: gli attacchi sono automatici e cercano installazioni non aggiornate, chiunque sia il proprietario.
C’è poi un secondo rischio, meno drammatico ma più frequente: l’incompatibilità. Nonostante i test degli sviluppatori, nessuno può garantire che un aggiornamento funzioni su qualsiasi installazione, con quella specifica combinazione di tema e plugin. Ed è per questo che gli aggiornamenti non si fanno cliccando “aggiorna tutto” e sperando bene.
Aggiungo l’aspetto meno appariscente: un sito seguito è più veloce e più solido, e quindi lavora meglio sia sulle prestazioni sia sul posizionamento. Un sito abbandonato per tre anni li perde entrambi senza che nessuno se ne accorga.
C’è poi una forma di abbandono più insidiosa, ed è il sito fantasma: resta online, sembra vivo, e continua a mostrare il numero di telefono di tre anni fa, i prezzi vecchi, il socio che se n’è andato, l’orario che non è più quello. Chi lo trova non pensa “questo sito è abbandonato”, pensa “questa azienda è così”.
E poi ci sono le cose che succedono da sole se nessuno guarda. Un dominio che scade nel silenzio e viene registrato da qualcun altro il giorno dopo, con tutto quello che comporta per gli indirizzi e-mail aziendali. Oppure un’installazione violata che per mesi serve pagine di spam senza che il proprietario lo sappia, finché non se ne accorge Google e il sito sparisce dai risultati.
Sono situazioni che si prevengono con poche ore l’anno e che, una volta accadute, costano molto di più di quanto sarebbe costato evitarle.

Come lavoro sugli aggiornamenti
Prima di toccare qualsiasi cosa, backup completo di file e database. Sempre, anche per l’aggiornamento più banale, perché il rischio non è solo che il plugin nuovo si comporti male: è anche che la connessione cada mentre si stanno sovrascrivendo file e tabelle.
Quando l’aggiornamento è delicato, il test si fa in un ambiente di prova che replica il sito, e solo dopo aver verificato che tutto regga si porta la modifica online. Sul sito vero non si sperimenta.
Se qualcosa va storto, si ripristina. È la ragione per cui i backup vanno fatti prima e non dopo, e per cui devono essere miei e non solo dell’hosting: quando serve un ripristino, di solito serve in fretta. Molto in fretta!
Oggi molti provider puntano, per qualche euro in più chiesto ai clienti e per la tranquillità di essere coperti lato sicurezza, ad attivare gli aggiornamenti automatici di WordPress.
Comodo. Peccato che gli aggiornamenti vengono fatti quando fa comodo a loro e nessuno supervisiona davvero se tutto è andato come doveva.
Io disattivo gli aggiornamenti automatici e li faccio manualmente, se succede qualcosa di strano sono al PC.
Il primo anno, e quello che viene dopo
Per dodici mesi dalla consegna, per i nuovi clienti, è compreso nel preventivo: sia che si tratti di un sito nuovo sia di un restyling.
Passato l’anno decidete voi: potete rinnovare l’assistenza, oppure gestire il sito in autonomia, oppure rivolgervi a chiunque altro. Il sito è vostro e le credenziali di accesso le avete tutte fin dal primo giorno, quindi la scelta è reale e non c’è nessun vincolo che vi tenga legati a me. Se preferite fare da soli, posso prepararvi con una formazione mirata.
Va detto che è la parte del lavoro che mi lega ad alcuni clienti da più di dieci anni, ed è anche quella che mi piace di più: un sito seguito nel tempo cresce, mentre un sito consegnato e dimenticato invecchia dal giorno dopo. Capita, le aziende cambiano manager e gestori, le attività cessano; e un sito costato ore insonni e fatica alla fine viene spento.
Ma non è mai veramente finita, almeno fin quando l’attività regge. Un cliente importante a cui avevo fatto il restyling e che avevo seguito per alcuni anni è passato per motivi economici ad una web agency che offriva tutto: SEO, nuovo sito, social, campagne di promozione AdWords, assistenza.
Dopo quasi due anni e diverse migliaia di euro spesi, con mia sorpresa, è tornato: il miglioramento del posizionamento SEO era inesistente, il sito nuovo pesantissimo e sviluppato con un builder.
Chi all’interno dell’azienda era addetto al blog non sapeva come muoversi per scrivere un banalissimo articolo.
Ogni richiesta all’assistenza finiva a una persona diversa, e le cose piccole, quelle da dieci minuti, restavano ferme per settimane. Lo racconto perché è il punto che conta davvero, e non compare in nessun listino: non è la lista dei servizi inclusi, è chi vi risponde quando scrivete o telefonate.
Quanto costa la manutenzione di un sito Web
Il primo anno è incluso, come detto. Dopo, il servizio si rinnova di anno in anno e siamo nell’ordine di alcune centinaia di euro l’anno per la manutenzione ordinaria e l’assistenza di un sito WordPress.
Restano fuori le modifiche vere: una funzionalità nuova, una sezione da costruire, un’integrazione. Quelle si preventivano di volta in volta, così sapete sempre cosa state spendendo e per cosa.
Se avete già un sito fatto da altri e cercate qualcuno che se ne occupi, se ne parla nella pagina dei preventivi.
Posso procedere con l’assistenza sito Web:
- Aggiornamenti ordinari di template e plugin WordPress
- Assistenza sito Web dedicata
- Inserimento di nuovi contenuti e modifiche minori
- Predisposizione, gestione e ripristino del backup del vostro sito Web
- Trasferimento da un provider ad un altro
- Gestione e configurazione di e-mail server e caselle di posta
- Implementazione ed integrazione di nuove funzionalità sul vostro sito Web
