Ho iniziato alcuni anni fa ad affiancare alla realizzazione di siti Internet anche il servizio fotografico, unendo due cose che ho sempre portato avanti insieme: il Web e la fotografia, che ha anche un suo spazio a parte.
Qui parlo di una cosa specifica, non di un hobby: le foto per e-commerce e le immagini destinate a finire dentro un sito, dove non sono un abbellimento ma uno strumento di vendita.
L’immagine conta più del testo

Mi ha sempre stupito il poco valore attribuito alla fotografia nei siti Web. Si investe per far realizzare un sito da un professionista, e poi lo si riempie di immagini scaricate a bassa risoluzione, già viste su altri mille siti, o peggio fatte con il telefonino.
Il risultato è un sito che si sminuisce da solo.
Le buone immagini fanno sì che il visitatore ricordi un sito e ci torni; quelle sciatte lasciano l’impressione che l’azienda sia sciatta.
Non è un giudizio estetico, è come funziona la percezione: una fotografia comunica in un istante quello che un paragrafo impiega trenta secondi a dire, e comunica anche quando non vorremmo.
Le immagini contribuiscono inoltre al posizionamento della pagina, e se sono descritte con i tag corretti diventano una fonte di visite da Google Immagini, un canale che quasi nessuno presidia.
Il problema delle foto fatte in casa
Capita spesso, durante la creazione di un negozio online, di ricevere dal cliente foto per e-commerce improponibili: scattate con una compatta, a volte con un telefonino, su un tavolo della cucina, con la luce della finestra. Non è cattiva volontà, è che la foto viene considerata l’ultimo passaggio, quello da sbrigare.
Quelle immagini non si possono usare, e non per pignoleria: comprometterebbero l’intero lavoro. In un e-commerce il visitatore non può toccare, sollevare o provare il prodotto. Può solo guardarlo. La fotografia è l’unico collegamento con la realtà di quell’oggetto, e se quel collegamento è sfocato o mal illuminato, l’acquisto non parte.
Nel settore del lusso questo è chiarissimo a tutti, ed è lì che ho imparato di più: ormai molti anni fa ho realizzato servizi per la presentazione di gioielli, dove un riflesso sbagliato o un’ombra fuori posto rovinano lo scatto e si vedono immediatamente.
Come funziona un servizio fotografico

Il servizio si svolge direttamente presso di voi, a Torino o altrove, previo appuntamento e con la dovuta riservatezza, perché quello che serve sono ambienti veri, persone vere, prodotti veri. I visitatori riconoscono al primo colpo la differenza tra un’azienda fotografata e un’azienda rappresentata da immagini d’archivio.
Rispetto a un servizio fotografico qualsiasi, c’è una sola differenza sostanziale: le foto vanno pensate in base a dove finiranno.
Un’immagine destinata alla testata della home ha bisogno di proporzioni molto allungate, perché una volta ritagliata dovrà reggere una larghezza oltre i 2000 pixel con un’altezza fra i 300 e i 600, e mantenere comunque un senso. Se lo scatto non è stato composto pensando a quel taglio, il ritaglio decapita il soggetto. Le foto per le pagine interne sono più libere, orizzontali o verticali a seconda dell’impaginazione, e quelle piccole servono a illustrare un concetto o semplicemente a spezzare il testo, che altrimenti restituisce l’effetto pagina di libro, poco adatto al Web.
Per la fotografia per cataloghi il problema è minore, e conviene lavorare in formato quadrato: semplifica l’impaginazione e la post-produzione, e rende omogenea la scheda prodotto.
Quante foto servono e cosa serve da parte vostra
La domanda che arriva sempre è quante foto servano, e la risposta dipende da cosa dovete far vedere. Per un sito di presentazione bastano spesso una decina di scatti buoni: l’ambiente, il lavoro in corso, le persone, un paio di dettagli. Per un catalogo si ragiona invece per prodotto, e il numero lo detta il vostro listino, non il fotografo.
Quello che serve da parte vostra è meno di quanto pensiate, ma non è zero. I prodotti devono essere puliti, integri e disponibili tutti insieme nel giorno concordato: interrompere un servizio a metà per aspettare un pezzo mancante costa più tempo di quanto sembri. Se ci sono varianti di colore o di misura, vanno decise prima quali fotografare, perché non sempre ha senso riprenderle tutte.
Sulle persone e sugli ambienti serve invece una scelta vostra: mostrare chi lavora nell’azienda funziona molto bene, ma va concordato con le persone coinvolte e va messo in conto che qualcuno preferirà di no.
Il tempo di un servizio varia da mezza giornata per un reportage aziendale a più sedute per un catalogo ampio, e la parte che si allunga di più non è lo scatto ma la selezione successiva.
Come si fanno le foto per e-commerce dei prodotti

Per gli oggetti di medio e piccolo formato si lavora con la lightbox, una scatola che fornisce luce diffusa e uniforme.
Serve a eliminare le ombre indesiderate e i riflessi, e a ottenere una luce morbida che avvolge il soggetto mettendone in risalto i dettagli.
È smontabile e trasportabile, quindi si può montare ovunque senza dipendere da uno studio. Non è uno strumento magico: fa una cosa sola, ma la fa bene, ed è il motivo per cui le foto per e-commerce di oggetti scattate senza lightbox raramente reggono il confronto.
La post-produzione, la parte che nessuno conta
Dopo lo scatto inizia la fase più lunga, e quella più sottovalutata da chi non è del mestiere. Le fotografie vengono selezionate, poi sistemate una per una: contrasti, colori, inquadratura, luci e ombre. Su un catalogo di cento prodotti è qui che se ne va la maggior parte del tempo.
C’è poi un passaggio che riguarda me nella veste di sviluppatore più che di fotografo: l’ottimizzazione per il Web. Le foto vanno ridimensionate e compresse, perché immagini troppo pesanti rallentano il caricamento delle pagine e vanificano il resto.
Trovare l’equilibrio fra qualità visiva e peso del file è un lavoro a sé, e non lo fa il fotografo che vi consegna una cartella di file da otto megabyte l’uno.
Se preferite le foto d’archivio

Non sempre serve un servizio fotografico, e non ho nessun interesse a vendervelo se non serve. Le banche immagini offrono fotografie di qualità con licenza commerciale, e in alcuni casi sono la scelta giusta.
Due avvertenze. La prima: scaricare immagini protette da diritti può portare a conseguenze legali, e i controlli automatici oggi sono efficaci, quindi le immagini si prendono da fonti in regola. Esistono risorse gratuite come Pixabay o RawPixel, anche se la scelta è limitata. Per una varietà maggiore ci si rivolge ai servizi a pagamento, Shutterstock, Adobe Stock o 123RF, che lavorano ad abbonamento o a crediti.
La seconda: evitate le immagini troppo viste. Una foto d’archivio riconoscibile fa più danni di una foto mediocre ma vostra. Se scegliete questa strada posso occuparmi io della gestione dell’account, della selezione, dell’acquisto e dell’eventuale editing delle immagini.
Posso seguirvi realizzando:
- Fotografie di ambienti e lavoro
- Fotografie di persone
- Foto per e-commerce e schede prodotto
- Fotografie per cataloghi
- Fotoritocco
- Scelta, acquisto, editing di foto d’archivio da terze parti
Se state mettendo in piedi un negozio online, le fotografie sono una delle voci che decidono se funziona: fra i lavori e-commerce vedete che tipo di progetti seguo. Sul preventivo, il servizio fotografico è una voce a sé e si quota in base a quanto materiale serve: ne parlo nella pagina sui preventivi.

