Sviluppo siti Web significa due cose molto diverse a seconda di chi lo dice: montare un template comprato online, oppure scrivere un tema su misura per il progetto. Il risultato si somiglia il primo mese. Dopo due anni no.
Questa pagina racconta come lavoro io, fase per fase, e perché il codice lo scrivo invece di assemblarlo. Se invece vi interessa cosa comporta far fare un sito nuovo dall’inizio alla consegna, ne parlo nella pagina sulla realizzazione di siti Web a Torino.
Sviluppare un sito Web in WordPress: perché questa piattaforma

WordPress è il CMS che uso per la quasi totalità dei progetti. È open source, esiste da vent’anni, ha una community enorme alle spalle, e soprattutto permette a chi lo usa di gestire i testi e le immagini da solo, senza dover chiamare qualcuno per correggere un orario o sostituire una foto.
Non è l’unica strada possibile, ed è giusto dirlo: per certi progetti esistono soluzioni migliori. Ma per un sito che deve durare, restare aggiornato e non legarvi a un fornitore che domani potrebbe chiudere, è la scelta più solida che conosco. Vale sia per i professionisti sia per le aziende, a Torino come nel resto d’Italia.

Una domanda che ricevo spesso è se oggi un sito serva ancora, visto che molte attività vivono sui social. La risposta breve è che sono due cose diverse e non si sostituiscono. Sui social i contenuti, i contatti e le regole non sono vostri: appartengono a chi gestisce la piattaforma, che può cambiarle domani mattina senza chiedervi niente. Un sito è l’unico posto online che possedete davvero.
Questo non significa che i social non servano: per un negozio di quartiere sono spesso il canale che porta più persone. Significa che conviene avere entrambi, con il sito a fare da base e i social a portarci traffico.
Come lavoro: dall’analisi al codice in produzione

Non c’è niente di misterioso nello sviluppare siti Web: è un processo lungo, diviso in fasi, in cui la parte tecnica pesa meno di quanto si creda. Contano almeno altrettanto la capacità di capire un’attività che non è la propria e la disponibilità a spiegare quello che si sta facendo.
Analisi dell’attività e dei concorrenti
Prima si parla. Un caffè a Torino se siete in zona, una videochiamata se siete altrove, e nessuna riga di codice finché non è chiaro cosa deve fare il sito: che lavoro fate, chi sono i vostri clienti, cosa vi aspettate di ottenere.
Guardo anche cosa fanno i siti del vostro settore, quelli fatti bene e quelli fatti male. Serve a capire dove ha senso posizionarsi e cosa evitare, non a copiare.
Contenuti: chi li produce, e quando
Decidiamo insieme quali contenuti servono, come organizzarli e chi li produce: testi, fotografie, icone. È la fase che sembra meno importante ed è quella che sposta di più, in tempi e in costi.
I progetti che si fermano si fermano quasi sempre qui, in attesa di materiale che non arriva. Per questo, quando ha senso, mi occupo io della parte fotografica: un sito pronto che resta fermo in attesa di tre fotografie è una cosa che ho visto troppe volte.
Perché scrivo un tema da zero invece di comprarne uno

Un template pronto si installa in un pomeriggio, ma porta con sé tutto quello che serve a farlo funzionare per chiunque: file mai usati, script superflui, stili da sovrascrivere, librerie caricate per intero quando ne serve una funzione. Il risultato è un sito più pesante del necessario, con un DOM gonfio di wrapper che gestiscono casi d’uso che il vostro progetto non avrà mai.
Costruendo il tema sul progetto, dentro c’è soltanto quello che serve davvero. In pratica significa:
- Script e stili ridotti al minimo, caricati solo nelle pagine che li usano.
- Markup HTML essenziale, senza i div annidati che i page builder generano per garantire compatibilità universale.
- Query mirate con WP_Query, invece di shortcode generici che spesso ne lanciano di ridondanti o non memorizzabili in cache.
- Custom post type e campi costruiti sui contenuti reali del cliente, non forzati dentro categorie e tag pensati per un blog.
A seconda del progetto parto da zero o da un child theme minimale, seguendo le convenzioni di WordPress: functions.php, template hierarchy, hook e filtri invece di mettere le mani nel core. Poi, se servono, le API esterne e la gestione delle traduzioni per i siti multilingua.
La differenza si vede al secondo anno, quando serve una funzione che il tema comprato non aveva previsto, e per aggiungerla bisogna prima disfare quello che c’era.

Un sito che funziona tecnicamente ma in cui non si capisce dove andare è un sito che perde visitatori. Prima di impaginare qualsiasi cosa definiamo insieme la gerarchia: quali pagine esistono, come si raggiungono, cosa viene prima e cosa dopo.
Da questa gerarchia discende tutto il resto, la struttura degli indirizzi e quella delle intestazioni H1, H2, H3, che è anche la base su cui poi si costruisce l’indicizzazione. Farla dopo significa rifarla.
Test e ottimizzazione prima della pubblicazione

Prima di mettere online controllo il comportamento su smartphone, tablet e desktop, i Core Web Vitals, la conformità del codice agli standard W3C e le Web Performance, cercando i punti in cui il caricamento rallenta.
Le regole per farsi trovare sui motori di ricerca però non si applicano alla fine: entrano già nella scelta dei titoli, nell’ordine dei contenuti e nel modo in cui le pagine si collegano tra loro. Aggiungerle dopo funziona molto meno.
Sul fronte tecnico: immagini in formati moderni e dimensionate per lo spazio che occupano, CSS e JS minificati e caricati in asincrono dove possibile, cache a livello di pagina e di oggetto, hardening di base (permessi sui file, editor da pannello disattivato, header di sicurezza) e un firewall applicativo su ogni sito che consegno.
Pubblicazione e formazione

Alla consegna trovate un’area amministrativa semplificata: solo le voci che vi servono davvero, senza i cinquanta menu che WordPress mostra di serie. Sopra ci sono alcune ore di formazione, perché l’autonomia serve a voi, non a me: cambiare un orario o una foto non deve costare una telefonata.
Da lì in poi decidete voi. Posso continuare a seguirvi oppure no, e non c’è nessun vincolo automatico. Ho clienti che seguo da oltre quindici anni e altri che dopo la formazione hanno fatto tutto da soli: entrambe le cose vanno bene.
L’aspetto legale

Ogni sito che realizzo viene consegnato con informativa privacy e cookie policy conformi al Regolamento europeo 679/2016 (GDPR) e alla normativa italiana che lo recepisce, cioè il D.Lgs 196/2003 come modificato dal D.Lgs 101/2018.
Nella pratica significa cookie banner funzionante, script di tracciamento che partono solo dopo il consenso, e un’informativa che descrive quello che il sito fa davvero, non un modello copiato da un altro sito.
Per attività più complesse, e in particolare per gli e-commerce, resta consigliabile far verificare la documentazione a un legale del settore: io mi occupo del livello tecnico, la responsabilità sui dati resta di chi li tratta.
Assistenza e manutenzione dopo lo sviluppo
Aggiornamenti continui, backup del sito e del database, ripristini: sono le cose che spaventano di più chi non è del mestiere, e sono anche quelle che nel mio preventivo ci sono già dentro per il primo anno, non come voce aggiuntiva.
Per dodici mesi me ne occupo io: aggiornamenti di WordPress e dei plugin, copie di sicurezza, controlli, e le piccole modifiche che capitano sempre nei primi mesi. Dopo, se volete proseguire, si concorda un pacchetto annuale.
Come valutare davvero i costi

Quando comincerete a chiedere preventivi riceverete offerte lontanissime tra loro per quello che sembra lo stesso progetto: da qualche centinaio di euro a diverse migliaia. Non è necessariamente disonestà, sono lavori diversi che portano lo stesso nome.
I CMS hanno abbassato la soglia d’ingresso al mestiere, e insieme ai costi hanno fatto crescere il numero di chi si improvvisa. Troppo spesso vedo persone che hanno avuto brutte esperienze: siti lasciati a metà, lavori di scarsa qualità, e in qualche caso vere e proprie truffe. Se vi è già successo, sapete di cosa parlo.
Il prezzo da solo dice poco. Contano cosa è compreso e cosa no, chi lavorerà materialmente al progetto, cosa succede dopo la consegna e a chi restano dominio e credenziali. Sono domande che potete fare a chiunque, e le risposte chiariscono più di qualsiasi listino.
C’è anche un motivo pratico dietro le differenze: per seguire un sito in tutte le sue parti servirebbero quattro o cinque figure diverse: chi progetta la grafica, chi produce le immagini, chi scrive i testi, chi programma, chi si occupa di posizionamento e prestazioni. Chi le concentra in una persona sola ha meno costi fissi, e questo si vede nel preventivo.
Anche con risorse limitate si può ottenere molto: quello che fa la differenza non è quasi mai il budget, sono le scelte fatte all’inizio e i contenuti che ci si mette dentro.
Posso quindi accompagnarvi con:
- Sviluppo di siti Web personalizzati per professionisti di settore
- Sviluppo di siti Web per piccole e medie aziende sul territorio di Torino
- Sviluppo di siti Web e relativo Blog per associazioni ed enti
- Sviluppo e gestione di siti Web multilingua
- Sviluppo di e-commerce e cataloghi online
Due domande arrivano quasi sempre a questo punto. La prima è cosa ho fatto finora: nel portfolio ci sono i progetti veri, raggruppati per tipo di attività. La seconda è quanto costa, e lì la risposta è più lunga di una cifra: ne ho scritto nella pagina sui preventivi.

