Restyling
Mela in bianco e nero colorata da un pennello, confronto prima e dopo il restyling grafico

Restyling siti Web: rinnovare senza perdere quello che funziona

 

Un sito invecchia, anche quando continua a funzionare. Cambiano i browser, cambiano i dispositivi da cui la gente naviga, cambia il modo in cui siamo abituati a leggere una pagina. Si stima che il ciclo di vita utile di un sito sia intorno ai cinque anni, e nella pratica è una stima onesta: è lì che il restyling siti Web smette di essere un vezzo e diventa manutenzione.

Seguo ancora siti che ho realizzato dieci anni fa, e con diversi di quei clienti a un certo punto abbiamo deciso insieme di rifarli. Non perché fossero rotti, ma perché avevano smesso di somigliare a chi li usava.

Questa pagina parla di quel momento: come capire se è arrivato, cosa comporta davvero rifare un sito che è già online, e soprattutto come farlo senza buttare via il lavoro fatto finora.

Come si capisce che è ora

Barattolo di matite colorate, scelta di colori e caratteri per un sito rinnovatoAnche chi non è del mestiere se ne accorge: navighiamo tutti così tanto da aver sviluppato un fiuto per i siti che “sanno di vecchio”, pur senza saper dire perché. Il modo di fare siti Web nel tempo è cambiato moltissimo, la grafica ha spesso seguito le tecnologie disponibili.
Di solito il perché è uno di questi.

Il sito usa tecnologie superate. Il caso limite è il fossile vivente, il sito statico costruito ai tempi di Flash. Qui non c’è restyling che tenga: va ricostruito, perché quel tipo di sito i motori di ricerca non lo leggono nemmeno.

Non si adatta agli schermi piccoli. Un sito che su smartphone costringe a ingrandire con le dita era la norma dieci anni fa. Oggi è uno svantaggio doppio, perché scoraggia il visitatore e perché Google valuta le pagine a partire dalla loro versione mobile.

Non potete metterci le mani. Se per cambiare un orario o una foto dovete chiamare qualcuno, il sito non ha un CMS, o ce l’ha ma configurato male. È il motivo per cui consegno sempre siti che il cliente può gestire da solo dopo una breve formazione: un sito che dipende da me per ogni virgola è un sito che vi ho venduto male.

L’attività è cambiata e il sito no. Avete aggiunto servizi, cambiato mercato, rifatto il logo, e il sito racconta ancora l’azienda di sei anni fa. Qui il problema non è tecnico, è che il sito ha smesso di dire la verità su di voi.

La grafica è invecchiata e basta. Colori che non c’entrano più niente, caratteri illeggibili, animazioni che nel frattempo sono diventate fastidiose. È il caso più semplice: spesso bastano font, colori, spaziature e una buona sfoltita per far sembrare il sito di oggi. Le tendenze attuali premiano la semplicità, e togliere è quasi sempre più efficace che aggiungere.

Il restyling di siti web non è solo questione di dare una pulita e una mano di vernice

Non è solo grafica

Rifare un sito significa aprire il cofano, ed è il momento giusto per sistemare quello che sotto non andava.

Un sito rifatto bene è più veloce, perché nel frattempo le prestazioni sono diventate un criterio di valutazione e non un dettaglio da smanettoni. È più accessibile, quindi utilizzabile da più persone. Ha una struttura dei contenuti pensata su come la gente cerca oggi, non su come era organizzata l’azienda cinque anni fa. E ha basi solide per il lavoro sul posizionamento, che su un sito vecchio spesso non si riesce nemmeno a impostare.

Vale anche il contrario, ed è bene dirlo: un restyling non risolve un problema di contenuti. Se i testi non dicono niente, dopo il restyling non diranno niente in modo più elegante.

Il rischio di cui si parla poco

Rifare un sito che è online da anni è un’operazione più delicata che costruirne uno da zero, e il motivo non è tecnico.

Quel sito, per quanto vecchio, ha una storia su Google: pagine indicizzate, indirizzi che qualcuno ha salvato o linkato, posizioni guadagnate in anni. È un patrimonio che non si vede finché non lo si perde, e si perde con una facilità sorprendente. Basta cambiare la struttura degli indirizzi senza reindirizzare i vecchi, o eliminare pagine che sembravano inutili e invece portavano visite, o cambiare i testi al punto da non essere più pertinenti alle ricerche che funzionavano.

Il risultato tipico è un sito nuovo, bello, e con metà del traffico di prima. Chi ci passa lo sa: succede spessissimo, e quasi sempre a lavoro finito, quando rimediare costa il triplo.

Per questo prima di toccare qualsiasi cosa faccio l’inventario di cosa c’è: quali pagine esistono, quali portano visite, quali indirizzi vanno conservati e quali vanno reindirizzati in modo permanente ai nuovi. È lavoro che non si vede e non fa scena, ed è la parte che distingue un restyling fatto bene da uno fatto in fretta.

Riorganizzazione dei contenuti dalla base durante il rifacimento di un sito

Come procedo

Si parte dall’analisi di quello che c’è, non dal disegno di quello che verrà. Guardo cosa funziona e va preservato, cosa non funziona e va risolto, cosa manca. Nel corso degli anni in un sito emergono sempre problemi ricorrenti, e chi lo usa tutti i giorni li conosce meglio di me: quella conversazione iniziale vale più di qualsiasi analisi automatica.

Poi si decide la portata dell’intervento. Non tutti i restyling di siti internet richiedono di ricominciare da capo: a volte si riscrive il template mantenendo la struttura, a volte si riorganizzano i contenuti lasciando la grafica, a volte serve davvero un progetto nuovo. Deciderlo prima, insieme, evita che il lavoro cresca in corsa.

Da lì in avanti è come realizzare un sito nuovo, con in più l’attenzione a non perdere nulla per strada. Potete vedere qualche esempio di lavori nel portfolio.

Quanto costa

Dipende dal caso, ma un ordine di grandezza onesto ve lo do: il costo di un restyling è paragonabile a quello di un sito nuovo. Sembra controintuitivo, e invece è logico: al lavoro di progettazione e sviluppo si aggiunge quello di analisi del sito esistente e di gestione della transizione, che su un sito nuovo semplicemente non c’è.

Quello che cambia è come lo si affronta. Un rinnovo pianificato ogni quattro o cinque anni è una spesa prevedibile e distribuita; un sito lasciato invecchiare per dieci diventa una ricostruzione, con il rischio in più di aver perso per strada posizioni e visite.

Prima di iniziare vale sempre la pena fare insieme un’analisi di dove si è e dove si vuole arrivare. Se ne parla nella pagina dei preventivi.

Possiamo pensare insieme ad un aggiornamento con:

  • Analisi delle problematiche funzionali
  • Analisi dell’immagine complessiva del sito Web
  • Riorganizzazione e categorizzazione dei contenuti
  • Reindirizzamento dei vecchi indirizzi per non perdere il posizionamento
  • Creazione di template responsive adatti a tutti i dispositivi
  • Configurazione e personalizzazione di template e plugin WordPress
  • Implementazione e integrazione di nuove funzionalità