La morte del Web design e la sua rinascita attraverso la sua evoluzione ( parte II )

Riprendo l’articolo precedente e mi trovo a constatare come le idee nuove arrivino spesso dall’esterno.

Con la paranoia della morte del Web design si è cominciato a guardare fuori dalla finestra del Web per osservare quello che stava succedendo nel mondo della carta stampata.

Se si osserva infatti l’evoluzione del design per la carta stampata si vede infatti un cambiamento enorme nel corso dei secoli, una cosa completamente assente nel mondo del Web.

Gli strumenti per la progettazione grafica su carta stampata hanno sempre consentito alla creatività degli artisti di posizionare testi ed oggetti liberamente.

I designer non erano limitati e non dovevano pensare in termini di codice HTML, CSS.

Molti editori per forza di cose negli ultimi anni hanno decisamente ridotto le tirature e sono andati online, da qui le pagine su carta sono diventate pagine Web.

Il momento era propizio e la tecnologia pronta, infatti i progettisti grafici non hanno dovuto rinunciare alla libertà che avevano avuto da sempre nel mondo della carta stampata, ed hanno quindi iniziato a progettare con idee nate per rompere gli schemi dettati del codice come lo abbiamo conosciuto sino ad oggi.

Web design 3.0

Assistiamo oggi sul Web all’uso di griglie sempre più complesse che rompono gli stereotipi di ieri diventando sempre più popolari, una tendenza che probabilmente continuerà a lungo in futuro, è necessario quindi progettare siti Web in un nuovo modo.
A partire dal 2016 alcune idee di design nate proprio per la carta stampata cominciano ad apparire lentamente ma regolarmente sul Web e se le analizziamo hanno in comune una serie di fattori. La prima cosa, il primo segnale di rinascita è stato liberarsi dai vincoli dettati dalle griglie.

Lasciamo pure perdere la tecnica dietro il risultato ma è importante notare che si passa da un concetto di quadri appesi ad una parete in modo regolare uno a fianco dell’altro ad una situazione più dinamica, fluida, asimmetrica ed attuale. Oggi nessuno vuole vedere noiosi schemi e griglie sulle mura di casa, che siano quadri o mensole o ripiani nel rapporto tra spazio ed oggetti le persone vogliono ed apprezzano idee più personali ed originali.

Ecco quindi che si rompe lo schema rigido, che si sovrappongono gli oggetti posizionati arbitrariamente anche su testo o su altre immagini, compaiono testi molto ampi, allineati anche in verticale, griglie irregolari, livelli multipli sullo spazio piano, menu di navigazione in zone insolite, trasparenze e terze dimensioni.

Nel Web design 3.0 bisogna avere infatti la possibilità di posizionare gli elementi liberamente sopra o sotto altri, sia in verticale che in orizzontale, lasciare spazi vuoti se necessario. Il posizionamento libero e la rimozione dei vincoli fa la vera differenza rispetto ai soliti design a due, tre e quattro colonne a cui tutti siamo abituati e che hanno appiattito il Web.

Il Web Design 1.0 è “unidimensionale” gli elementi sono per lo più disposti sequenzialmente uno dopo l’altro dall’alto verso il basso.

Il Web design 2.0 è “bidimensionale” si lavora con delle griglie per posizionare gli elementi anche sfruttando l’orizzontalità della pagina e questo offre indubbiamente più libertà.

Il Web design 3.0 acquista integralmente una nuova dimensione, non solo asse x e y ma anche z sovrapponendo gli elementi uno sull’altro, tramite strati, come si è da sempre abituati usando un qualunque software di elaborazione grafica degli ultimi dieci anni.

Il posizionamento libero degli elementi è ciò che rende il Web design 3.0 davvero unico aprendo nuove prospettive e definendo l’inizio di una nuova era del Web design.

Ma tra il dire ed il fare il salto è notevole, per la progettazione grafica solitamente si usano software come Adobe Photoshop o similari ma se si vogliono trasformare tali mockup, tali schizzi, tali progetti in pagine Web funzionanti e reali la questione si complica.

C’è una discrepanza enorme tra design e strumenti, tra la volontà di ottenere un vero Web design 3.0 e quanto messo a disposizione dall’industria del Web e dai suoi monopoli.

Paradossalmente sembra che una serie di attori si stia muovendo nella direzione opposta a quella delle creatività e della realizzazione di un vero e proprio design Web 3.0.
Citerò solo un paio di esempi di quanto prodotto negli ultimi due anni.

Wix ha provato in qualche modo a diventare uno strumento utile per un Web design creativo ma alla fine non soddisfa affatto gli standard e sembra destinato principalmente agli utenti finali, con poche pretese, non certo uno strumento utile a dei progettisti.
Sicuramente molti utenti accettano di avere uno strumento limitato purché sia semplice da usare, ma qui stiamo parlando di altro, di creatività sul Web.

Vogliamo davvero che tutti i siti Web abbiano lo stesso aspetto?

WordPress dal canto suo, probabilmente per colpa del terrore di perdere terreno nei confronti della concorrenza, ha rilasciato un nuovo editor di articoli chiamato Gutenberg.
Sembrerebbe che gli sviluppatori di WordPress volessero migliorare l’editor di articoli (a mio avviso uno dei punti di forza del CMS) ed integrarlo con alcune funzionalità da ‘pagebuilder’ come VisualComposer.

Di fatto hanno creato un insensato ibrido, né carne né pesce, non semplice come l’editor originale e non potente come un ‘pagebuilder’  a quasi un anno di distanza molti utenti continuano a lasciare recensioni negative su questa innovazione.
Non siamo di fronte ad un pubblico refrattario al cambiamento, sembrava una idea vincente ma si è rivelato un fiasco, probabilmente il peggiore nella storia di WordPress.

Gutenberg è decisamente complicato per un semplice editor di articoli, poco gestibile per un utene non avanzato, ed allo stesso tempo decisamente debole ed insufficiente per essere un ‘pagebuilder’.
Il progetto sta andando avanti e si spera nelle versioni future ma siamo ben lontani dall’avere un prodotto utile sia per gli sviluppatori ed anche per gli utenti, a mio parere il progetto dovrebbe essere abbandonato e completamente ripensato.

Il progresso continua e si dice che non possa essere fermato, che lo sviluppo sia inevitabile ed irrefrenabile. Ricordiamoci solamente che ‘nuovo’ non sempre è sinonimo di ‘migliore’.
In informatica questi due sinonimi troppo spesso si vogliono far coincidere a tutti i costi.

Lo vogliono le grandi industrie del Web, lo vuole il sistema economico, pensate all’enorme flop degli smartphone pieghevoli.
Un prodotto uscito sul mercato assolutamente immaturo, soggetto a grosse problematiche tecniche, realizzato in modo approssimativo e non curato nei dettagli pur di arrivare sul mercato per primi.

Tornando al nostro discorso di base per uscirne e per affrontare le nuove sfide bisogna saper usare bene gli strumenti menzionati in queste pagine come Bootstrap, WordPress con i suoi temi grafici ed i vari ‘pagebuilder’.

Detto questo bisogna conoscere a fondo le potenzialità ed i limiti di tali strumenti, sapere dove e come intervenire, dove e come forzare il sistema per ottenere il risultato grafico voluto.

Ecco che il Web designer rinasce con il design Web 3.0 con il saper veramente scrivere a mano il codice HTML e soprattutto quello CSS per non parlare di tutto il resto, un processo lungo che necessita di anni di esperienza come qualunque buon lavoro artigianale.

Il Web design non è affatto morto a causa dei nuovi strumenti cha hanno semplificato il processo di realizzazione di un sito Web, tali strumenti vanno conosciuti e dove serve superati.

A parte le grandi aziende che hanno il budget necessario in pochi investono in un Web design personalizzato ed unico,  e difatti sbagliano.
Sono finiti gli anni in cui bastava avere un sito Web funzionante, fatto bene, oggi per avere successo deve essere originale, unico, integrato, non certo uno tra tanti.

La domanda di lavoro per un buon consulente, per un buon professionista, per qualcuno che accompagni il cliente lungo un percorso di scelte e decisioni non è affatto scesa, anzi.

Il mio consiglio è di distinguersi tra la massa degli improvvisati e di non puntare solo alla capacità tecnica ma a quella professionale in termini di serità, precisione, disponibilità, accuratezza, rispetto delle tempistiche.

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