Il nuovo superuomo del Web

In queste torride giornate di fine giugno tra il restyling di un sito Web e la creazione di un altro ecco che ricomincio a trovare finalmente il tempo da dedicare al blog, decisamente trascurato troppo negli ultimi mesi.

Siamo tutti pronti a proclamare che il progresso è inarrestabile che ‘nuovo’ è anche e necessariamente sinonimo di ‘migliore’ e di  ‘bello’ e che chi ha qualcosa da dire in merito è solo un fossile vivente che non affronta il cambiamento, destinato all’estinzione

La velocità del cambiamento oggi è estrema, mai come prima, ed uno dei settori della nostra vita più influenzato dalle nuove capacità tecnologiche acquisite grazie alla rivoluzione digitale degli ultimi trent’anni, è senza dubbio stata la comunicazione tra le persone.

Se bene o male le normali ed usuali attività umane sono state influenzate dalla tecnologie il pane lo si produce ancora usando della farina ed un forno ed il grano va ancora seminato in un campo fertile per poi essere raccolto una volta maturo.

Ma la terra è bassa, è dura, tocca piegare la schiena ma fortunatamente le macchine hanno facilitato tutte queste operazioni alleviando la fatica di chi lavora.

Stesa cosa nell’industria dove macchine oramai fabbricano quasi integralmente altre macchine,  anche in questo caso sollevandoci da uno sforzo immenso.

La rivoluzione digitale ed il Web, al pari di quella agricola ed industriale, avrebbe dovuto darci strumenti per migliorarci, spingerci a crescere, a conoscere, ma qualcosa è andato storto.

Oggi i libri sono stampanti e disponibili ovunque, un paio di cocktail in un locale sono l’equivalente del un costo di un libro stampato. Si potrebbe correttamente pensare che tutto ciò è un bene, che in questo modo il sapere si diffonde, che anche i meno fortunati possono acquistare libri ed ampliare la propria conoscenza, ma non sta andando proprio così.

Secondo gli ultimi dati ISTAT il 30% delle persone non legge per mancanza di tempo, il 24% preferisce altri svaghi rispetto ai libri, il 9% è troppo stanco dopo aver svolto altre attività, alla fine quasi il 40% di italiani non ha letto libri nel ultimo anno e la percentuale è in aumento.

E pensare che prima dell’invenzione della carta stampata la ricchezza di una famiglia veniva misurata non solo dalle terre o dall’oro che possedeva, ma dai libri presenti nella sua biblioteca, solitamente alcune decine di volumi.
Erano di un valore immenso ed ognuno per poter essere trasmesso andava ricopiato e riscritto, e per poterlo fare serviva gente istruita e colta, non certo facile da reperire.

Perché vi racconto questo? Perché i paradigmi comunicativi negli ultimi decenni con la diffusione del Web stanno radicalmente e velocemente cambiando, quelli di un tempo stanno saltando. Mi riferisco sia quelli relativi al nostro rapporto con la conoscenza sia a quelli relativi al nostro rapporto con gli altri.

La scuola, il libro, l’istruzione, la saggezza data dell’età e dall’esperienza, il rispetto verso il prossimo in tutta una serie di sue forme sta lentamente svanendo tra i plausi generali acclamanti le nuove tecnologie.

Oggi il modello prevalente è quello di un’istruzione estremamente finalizzata per uno scopo produttivo.
Il modello è quello di imparare quello che serve nell’immediato, quanto indispensabile, quanto di più nuovo, il resto è solo tempo sprecato.

Se bisogna per forza sapere qualcosa c’è comunque e sempre il Web, basta chiedere a Google.
L’oracolo del nuovo millennio non ha bisogno di templi sperduti tra le isole del mar Egeo, tanto meno ha bisogno di sacerdotesse per interpretare i responsi.
Invece di fare offerte agli Dei ed accendere incensi basta digitare su una tastiera, e con i nuovi sistemi di riconoscimento vocale basta davvero aprire bocca e chiedere per avere ogni risposta.

Detta così suona davvero fantastico, il sogno proibito dell’uomo che diviene reale, non aver dubbi, essere sicuri di se stessi e di tutto… tanto una risposta c’è sempre.

Ed ecco che non serve più una scuola, degli insegnati che raccontano roba vecchia e noiosa, dei nonni che non sanno neppure di cosa stiamo parlando.

Perché rispettarli? Al minimo confronto ed ingerenza sul sistema ecco che gli insegnati vengono presi a schiaffi, i vecchi derisi, i libri ignorati. E i genitori di questi futuri nuovi uomini, ormai parte integrante del tutto, invece di correggere la rotta non fanno che supportare a prescindere i loro figli.

Oggi grazie al Web che si è perfettamente calato nella società dell’immagine già esistente a priori, conta solo più l’aspetto fisico, l’estetica, la moda dl momento, l’involucro, l’individuo singolo.

Oggi è tempo per il nuovo superuomo, l’influencer con i sui milioni di follower, non certo tempo per la collettività,  per la società, per la discussione di un modello politico o civile.

Ma questo nuovo superuomo, in realtà, non è certo libero da costrizioni, non sia accetta e non si libera mai dai pregiudizi, non porta affatto nuove idee, non porta certo conoscenza, non diffonde valori per quanto giusti o sbagliati possano essere, è solo maledettamente banale.
Si tratta di un superuomo sterile, fatto solo di immagine, una sorta di ologramma in cui basta infilare la mano per vederlo sparire.

L’evoluzione del Web, e sembra folle dirlo, ha intrinseca una solitudine enorme, nel momento in cui il singolo ha a disposizione gran parte delle risposte a cosa servono gli altri?
A cosa serve la nonna quando basta digitare su Google “fare la pasta al pesto” per ottenere la ricetta?

Del resto il nuovo superuomo non chiede mai.
Peccato che la vita con il suo significato, la sua bellezza, i suoi problemi, i suoi misteri, che ci piaccia o meno, vadano molto al di là della cucina.

Nell’epoca dei social nell’epoca della rete che ci lega tutti in modo indissolubile l’essere umano non è mai stato così solo con i suoi dubbi e le sue domande.
Ma abbiamo un oracolo onnipresente in tutte le case, fruibile anche su tablet e smartphone e non solo da Delfi.

Lascia un commento

Seguimi sui social networks

linkedin twitter pinterest flickr 500px

Condividi

- I campi contrassegnati con * sono richiesti ma il vostro indirizzo email non sarà pubblicato in nessun caso.
- Per ricevere gli avvisi in merito al commento non dimenticate di usare le checkbox!

Ci sono 2 commenti per questo articolo