Anche i social network muoiono… Google chiude G+

Mi trovo a scrivere un articolo su qualcosa che da tempo mi aspettavo, lo avevano detto loro stessi sul blog di Google lo scorso ottobre, era già stato annunciato da Wired ma finché non succede davvero non ci credi davvero.

Ora non fermatevi alle prime righe, se avrete la pazienza di procedere nella lettura di quanto scrivo capirete perché la questione è importante e non semplicemente limitata ad un servizio social che non avete mai usato.

Stamane mi è arrivata una email da parte di Google che annuncia ufficialmente la chiusura del servizio Google+

Molti di voi si chiederanno Google cosa?
E questo è proprio il motivo della decisione di chiudere, davvero in pochi usavano il servizio, è stato sin dall’inizio un fiasco.

Il social network di casa Google chiuderà quindi nel giro di pochi mesi disattivando via via i vari servizi per tutti gli utenti. A parte generici suggerimenti su come salvare le proprie cose sui propri computer tutto verrà cancellato dalla rete tra pochi mesi, decisione ovviamente unilaterale, come sempre dittatoriale, come sempre in stile Google, senza possibilità di appello.

Il servizio non veniva usato, probabilmente non interessava, era poco intuitivo, cercava di rincorrere malamente e con anni di riardo Facebook, non è mai diventato quello che probabilmente volevano. Insomma un malato terminale tenuto in vita dalla grande G che non rendeva nulla e che a causa di falle nella sicurezza del sito aveva esposto pubblicamente dati di centinaia di migliaia di persone.

Quelli che ancora pensano che i servizi gratuiti in rete siano realmente gratuiti potranno dire che ho poco da lamentarmi; il social di Google non costava nulla e se non mi andava avevo solo da non usarlo.

Tutto bene fin qui, tutto lecito.
Avevi creato delle pagine?  Avevi attivamente scritto nelle community esistenti?  Creato dei gruppi?
Hai riversato dentro un mare di tuoi contenuti?  Lo usavi magari come strumento per promuovere il tuo business?

Adesso molto semplicemente ti arrangi: tempo, costanza, impegno è stato tutto buttato al vento.
Venendo al fatto in se probabilmente in pochi piangeranno sulla tomba di G+
Era un servizio nato male e proseguito peggio passando per varie interfacce grafiche sempre più confuse nei legami più o meno palesi con gli altri servizi offerti da Google.

La questione vera, che vorrei sollevare, è il fatto che raramente ci si rende conto di investire il nostro tempo e di mettere tutto quanto il nostro lavoro nella mani di società terze improntate e mosse dalla ovvia ragione del profitto.

Alcune realtà (sia privati che aziende) hanno deciso che non ha nemmeno più senso avere un sito web per vendere i propri prodotti, promuovere servizi.
Avere una pagina Facebook, offre oggi praticamente tutto il necessario per mettere in mostra tutto ciò che riguarda l’attività di un’azienda: foto, video, eventi, pubblicità mirata, applicazioni e molto altro; ma un’azienda può vivere davvero solo con un social?

Cosa accadrebbe se Facebook e tutto il mondo dei social network dovessero perdere il proprio fascino, se cambiassero, se decidessero di fare qualcosa che non ci piace o non piace ai nostri clienti?  Non c’è assolutamente controllo.

I vostri dati e i vostri contenuti sono davvero vostri? Assolutamente no.

I vostri contatti che fine farebbero? Bella domanda, probabilmente andrebbero persi.

Spesso si pensa che siano troppo grandi per fallire, per sparire, per chiudere, che le probabilità che questa apocalisse siano praticamente quelle di essere centrati da un meteorite.

Sorrido della ingenuità di chi sostiene che realizzare un sito Web è fuori moda, che tanto tutto si fa sui social, che tanto non serve, che tanto c’è Facebook.
E se domani succedesse la stessa cosa per un social di rilievo maggiore? Se Facebook facesse bancarotta o che so io e venisse chiuso per problemi legali di privacy o di diritti.

L’esempio in scala minore di G+ è giusto ci faccia riflettere tutti quanti e che faccia ridimensionare almeno a  livello aziendale l’importanza conferita ai social.

I social non sono nati per le aziende, lo sono diventati dopo facendo buon viso a cattivo gioco per far lievitare i profitti della pubblicità ma la struttura di un social è per definizione confusionaria, non lineare, raffazzonata e in un attimo quello che può essere di moda ed accattivante ci si può rivoltare contro.

Se lo scopo va oltre condividere le foto ed i video di gattini e bambini il social network non può essere una soluzione professionale, tanto meno definitiva, tanto meno l’unica.
Un sito Web è uno strumento indispensabile che serve per attività, aziende e professionisti, per avere una buona immagine su internet. L’approccio sito Web integrato da social usati con cognizione di causa è sicuramente la soluzione vincente.

Ma oltre all’aspetto del business, tornando quindi alla ragion d’essere originale dei social, dando il giusto valore a foto e video di gattini e bambini c’è in effetti molto altro. Sono ricordi, sono emozioni, sono conoscenze, sono amicizie.

Oggi come oggi, inutile raccontarci storie e fare moralismi del tipo si stava meglio quando si stava peggio, noi esserei umani abbiamo intrapreso una nuova via di espressione.
Come diceva Umberto Eco: ‘Internet dà diritto di parola a legioni di imbecilli’ ma è comunque diritto di parola, diritto di esprimersi, come si può pensare di limitarla.

Gli uomini da sempre, da quando stavano rintanati in tane e caverne, vogliono farsi notare, esistere, differenziarsi, farsi scegliere, cercare di eccellere, esprimere le proprie emozioni.
La vita non è affatto nostra ma esiste in quanto gli altri ci percepiscono, ci osservano, ci giudicano, che ci insultino o che ci applaudano.

Abbiamo pitture rupestri di venticinquemila anni fa in cui le mani di qualcuno hanno lasciato il segno del suo passaggio.

Cosa è cambiato?
Non più la parete di una caverna e pigmenti soffiati sulle mani, ma un PC e la bacheca di un social.

Cosa è cambiato?
Dopo venticinquemila anni quelle mani sono ancora li in quella caverna, mentre le foto, le immagini, i pensieri, le stupidate, i ricordi, gli affetti di qualcuno saranno cancellati tra poco più di qualche mese.

 

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C'è un commento per questo articolo

  • bravo Corrado e ora che le persone pensino un po di più quando usano i social e internet e che si informino sul prossimo futuro di queste piattaforme…