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Sul fiume Irrawaddy

Il mio viaggio è continuato lungo il grande fiume Irrawaddy, sulla via per Myanmar former Burma, Bagan, un viaggio iniziato alle cinque del mattino. Ho passato tutta la giornata su una lenta barca e ho sicuramente avuto tempo per scattare alcune foto interessanti delle persone e della vita lungo il fiume.

Sono arrivato a Bagan alle nove di sera, dopo più di 15 ore sul fiume, la barca si era fermata in ogni villaggio da Mandalay a Bagan.

Foto gallery: sul fiume Irrawaddy

Forse sarà un poco noioso a causa delle molte ore ma di sicuro è rilassante ed interessante.
Mi ricorderò per sempre quando giunti quasi a Bagan nel bel mezzo del buio, durante una delle tante fermate, abbiamo sentito grida terribili. Cinque o sei persone stavano cercando di spingere sulla barca un maiale terrorizzato che urlava come un matto.

Il fiume Irrawaddy scorre da nord a sud attraverso tutta la Birmania. È il più grande fiume del paese e la più importante via commerciale, scorre diretto da nord a sud, prima di sfociare nel Mar delle Andamane attraverso il delta dell’Irrawaddy.
Già nel sesto secolo il fiume era utilizzato per il commercio ed il trasporto. Dopo le poesie di Rudyard Kipling è a volte indicato come la strada per Mandalay.
Il fiume nasce dalla confluenza dei fiumi N’mai e Mali che hanno le loro fonti nei ghiacciai dell’Himalaya del estremo nord della Birmania.
Il fiume è ancora oggi vitale, una notevole quantità di merci e di traffico si muovono sull’Irrawaddy.

Nel 2007 il governo militare birmano ha firmato un accordo per la costruzione di ben sette dighe, per un totale di 13.360 kW, dighe nei fiumi N’mai e Mali, tra cui la diga Myitsone alla confluenza dei due fiumi.
Secondo i progetti, il livello dell’acqua causerà una zona di inondazione di 766 chilometri quadrati compromettendo 47 villaggi.
Nonostante la cronica mancanza di energia elettrica nel paese la potenza generata dalle dighe verrà inviata ad altri paesi, la maggior parte destinata alla Cina, altri paesi scelti per l’esportazione di energia sono Thailandia, India e Bangladesh.
La zona delle dighe dista solo 100 km da una importante faglia proprio dove le placche tettoniche eurasiatica ed indiana si incontrano, questo solleva preoccupazioni di sicurezza. Il 20 agosto 2008 un terremoto di magnitudo 5,3 ha colpito proprio il confine tra la Birmania e la Cina.

Gli impatti ambientali e sociologici, e le preoccupazioni per la sicurezza dovrebbero essere sufficienti per fermare i militari ad andare avanti con questo progetto insensato.
Le organizzazioni ambientaliste hanno sollevato preoccupazioni per la biodiversità del fiume.
Tra gli animali potenzialmente interessati e già in pericolo vi sono il famoso delfino dell’Irrawaddy che si trova nel corso inferiore del fiume.
Diverse specie di tartarughe ed il coccodrillo dell’estuario si possono trovare nella parte meridionale, lungo il delta del fiume.

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Ci sono 6 commenti per queste foto

  • Ohm mamma la #14 mi fa impazzire 😯

  • Carri e buoi, inquinamento zero, no telefono, no code… Non so se riuscirei a vivere in un mondo così ma un tour di due settimane lo farei volentieri 😀

    bisogno di cemento?!?!?

  • come gli altri le foto mi piacciono…
    nell’ambito del repotage…
    questo a mio parere è quello meglio riuscito… ma:

    – Le foto hanno una disposizione casuale??
    – perchè hai deciso di aprire così e chiudere così il reportage??
    – come mai le foto sono prevalentemente di ritratti??

    Ciaoooooo

    Luca

    • In questo caso, a differenza di Bagan dovè è Bagan l’oggetto, qui è il viaggio il fulcro delle foto,,, ed ecco quindi foto dei personaggi incontrati nel viaggio.

      Adoro i ritratti ed i soggetti umani come avrai già notato.

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