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30 anni di Web ma la Terra e ancora piatta!

30 anni di Web ma la Terra e ancora piatta!

Si tratta di un compleanno speciale, non si capisce infatti bene il giorno esatto in cui accendere le candeline ma  l’anno dovrebbe essere quello corretto, nel 1989 nasceva infatti il World Wide Web

Prima di creare confusione cominciamo con il dire che Internet e World Wide Web sono due cose distinte: Internet è una rete di computer interconnessi, con World Wide Web invece si intende il sistema ed il linguaggio di interazione tra i vari computer della rete. Il World Wide Web usa Internet per potersi implementare in un insieme di pagine distribuite in vari siti Web.

Internet è ben più vecchia, di fatto oramai una matura signora di bella presenza, nasceva infatti in piena guerra fredda. Nel 1969  il Dipartimento della Difesa statunitense, con la collaborazione di diverse università americane, dava vita ad una rete di computer collegati tra di loro e capaci di garantire una condivisione sicura e veloce di dati e di informazioni anche in caso di conflitto nucleare, si chiamava Arpanet.

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Anche i social network muoiono… Google chiude G+

Anche i social network muoiono… Google chiude G+

Mi trovo a scrivere un articolo su qualcosa che da tempo mi aspettavo, lo avevano detto loro stessi sul blog di Google lo scorso ottobre, era già stato annunciato da Wired ma finché non succede davvero non ci credi davvero.

Ora non fermatevi alle prime righe, se avrete la pazienza di procedere nella lettura di quanto scrivo capirete perché la questione è importante e non semplicemente limitata ad un servizio social che non avete mai usato.

Stamane mi è arrivata una email da parte di Google che annuncia ufficialmente la chiusura del servizio Google+

Molti di voi si chiederanno Google cosa? E questo è proprio il motivo della decisione di chiudere, davvero in pochi usavano il servizio, è stato sin dall’inizio un fiasco.

Il social network di casa Google chiuderà quindi nel giro di pochi mesi disattivando via via i vari servizi per tutti gli utenti. A parte generici suggerimenti su come salvare le proprie cose sui propri computer tutto verrà cancellato dalla rete tra pochi mesi, decisione ovviamente unilaterale, come sempre dittatoriale, come sempre in stile Google, senza possibilità di appello. Continua a leggere

Un’innovazione informatica frustrata

Un’innovazione informatica frustrata

Oggi tratterò di un argomento un pò più tecnico, ma penso veramente sia di interesse generale. Mi chiedo, ormai quotidianamente, se abbia davvero un senso l’innovazione furiosa ed incontenibile a cui stiamo assistendo nel settore informatico.

Il tempo impiegato ed i costi sono diventati qualcosa davvero al limite del sostenibile sia per la singola persona sia per un’azienda che vuole stare al passo.

Premetto che non sono certo uno che rifiuta a priori l’innovazione, tanto meno quella informatica, ma mi sembra che il rapporto costi benefici è fuori controllo.

Iniziò tutto molto tempo fa quando mi trovai fortunato possessore di un PC con installato windows 95,  da quel giorno è stata una lotta continua, prima con i sistemi operativi, poi con gli applicativi come Word o Excel, poi con i vari browser, poi con tutto il resto.

Ricordo che insieme ai floppy, con cui installare il programma applicativo della microsoft, veniva anche dato un libro di istruzioni enorme. Ancora li trovo nella mia mente, erano due grandi libri bianchi, uno per Word, uno per  Excel. Il mio professore li aveva nella sua libreria, lì in bella mostra, due bei tomi ma del resto all’università si usava ancora windows 3.11.

Il PC, gli applicativi, i documenti, i fogli di calcolo, l’informatica in se erano questioni e presenze al limite dell’esoterico; ma del resto eravamo in Italia nei primi anni novanta. Le superiori le avevo praticamente terminate senza vedere… Continua a leggere

Rivoluzione digitale VS Democrazia

Rivoluzione digitale VS Democrazia

Mentre mi scorre intorno un normale sabato natalizio mi sorprendo ancora a notare, come tutti gli anni, un clima che si trasforma in isteria collettiva e nervosismo diffuso.

La neve e la serenità sembrerebbero solo un ricordo di tempi passati. Sotto un bel cielo limpido, tra il freddo pungente di un inverno arrivato, la gente corre su e giù dentro le auto alla ricerca consumistica degli ultimi acquisti.

In questa cornice oggi comunque festosa qualcosa stona, ed è questo di cui voglio parlare, qualcosa che sto seguendo oramai da oltre un mese, qualcosa di cui volevo scrivere già da diverse settimane.

Mi riferisco a quanto succede in Francia e al movimento dei gilet gialli, un movimento nato lo scorso autunno, per motivi oserei dire quasi ordinari: un aumento del prezzo dei carburanti e delle tasse.

Ed ecco che in un attimo nasce un nuovo simbolo quasi altrettanto ordinario: un giubbotto giallo rifrangente, quello che abbiamo tutti in auto. Ed ecco che migliaia di persone decidono autonomamente e sistematicamente durante i fine settimana di manifestare e bloccare le strade principali per protesta.

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Cercando un ‘altrove’ viaggiando con uno Smartphone in Vietnam

Cercando un ‘altrove’ viaggiando con uno Smartphone in Vietnam

Decisamente è passato un po’ di tempo dal mio ultimo articolo, ma nei mesi autunnali gli impegni lavorarvi si sono, fortunatamente, fatti pressanti.

Mentre mi ritagliavo alcune ore per fare almeno una prima cernita delle fotografie scattate nel mio ultimo viaggio in Vietnam ho avuto modo di riflettere a lungo su come sia completamente cambiato il modo di affrontare un viaggio nel corso degli ultimi anni.

Non parlo a caso di “viaggiare” e di “affrontare un viaggio”.

Se con viaggiare intendiamo semplicemente il modo di spostarsi, questo è chiaramente cambiato molto negli ultimi vent’anni in termini di comodità, ma alla fine si sale sempre su un aereo, un treno, un bus. Quello che è radicalmente cambiato è come si affronta tutto questo.

Pensare di viaggiare dall’altra parte del mondo in un paese che non si conosce, di cui non si parla la lingua e di cui a mala pena si è letto su libri è sempre stato affascinate e maledettamente romantico.

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Nevrosi da scatto perfetto e vacanze

Nevrosi da scatto perfetto e vacanze

Sarà l’ennesimo viaggio nel Sudest Asiatico e come ogni volta mi sembra di tornare a casa. Starò via un mese in Vietnam, non molto, ma spero basti per avere un’ idea del paese e delle sue zone principali.

Mentre in una Torino semi deserta attendo il 25 di Agosto, giorno della mia partenza, sto completando i preparativi, finendo gli ultimi lavori sui siti Web dei miei clienti, le giornate si susseguono tranquille, calde, quasi oleose.

Chiuderò in qualche modo un cerchio iniziato ben 18 anni fa quando il 7 luglio del 2000 salì su un aereo per Bangkok con in mano un biglietto di sola andata e nessuna idea del ritorno. Non avevo ancora trent’anni e volevo sapere, volevo vedere, probabilmente volevo solo conoscere me stesso.

Racconto tutto questo perché i miei viaggi in qualche modo sono sempre stati intrecciati dalla fotografia che è divenuta da semplice hobby una vera passione.

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Per un trilione di dollari, Apple vale il PIL di uno Stato europeo

Per un trilione di dollari, Apple vale il PIL di uno Stato europeo

Ad inizio Agosto, tra caldo rovente in città e voglia di mare, la Borsa americana ha visto Apple toccare un nuovo record con un valore capitalizzato che ha raggiunto un trilione di dollari.

Un trilione di dollari è un modo altisonante per dire mille miliardi di dollari; a spingere la corsa di Apple in Borsa nelle ultime sedute è stata la trimestrale sopra le attese, con l’iPhone che continua a produrre ricavi.

Mentre mi prendo una pausa dal mio lavoro di realizzazione siti Web leggendo le news mi passano veloce i ricordi infantili dei fumetti con Paperon de’ Paperoni di casa Disney già cominciavo già ad immaginare i grandi capi della Apple sguazzare in piscine di monete sonanti ridendosela.

Ma il mondo moderno è davvero strano ed i numeri in Borsa, se da un lato condizionano pesantemente la realtà in cui viviamo, dall’altro valgono meno che zero. Poche persone infatti ci pensano, o sanno, che oramai da diversi decenni il denaro è veramente solo carta.

Personalmente mi piace ricordarlo il più possibile.

Il modello economico attuale basato sullo sviluppo sfrenato a tutti i costi ha bisogno di una massa tale di liquidità che semplicemente non esiste sul pianeta abbastanza oro per poterla garantire.

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Navigando a vista tra realtà virtuale e nulla

Navigando a vista tra realtà virtuale e nulla

Nonostante il caldo torrido e nonostante una spalla mal messa dopo un incidente in bici rieccomi a voi; poco più di una settimana fa parlavo di deriva del Web e mi ritrovo oggi ad averne l’ennesima conferma.

Riflettevo sul fatto che il Web nasceva per diffondere e condividere informazioni a tutti i livelli oggi però ci troviamo al punto in cui la mole di tale informazioni è semplicemente immensa ma la maggioranza di essa  risulta di bassa qualità nonché decisamente superflua.

A quanto pare per qualcuno è quasi sacro il diritto delle persone a scrivere sul Web qualcosa, per quanto palesemente ridicolo o falso o dannoso.

Siamo decisamente arrivati al punto che il diritto di parola sovrasta anche la realtà oggettiva o storica a discapito della verità e della certezza di fatti e di informazioni.

La notizia a cui mi riferisco è il caso di Facebook e quanto ha detto il suo fondatore in merito alla libertà di opinione.

Secondo Zuckerberg infatti anche le pagine controverse hanno il diritto di rimanere online a meno che non arrechino a qualcuno dei danni diretti o che incitino direttamente a violenza o cose simili. Il riferimento è alla questione di aver giustificato la mancata cancellazione di pagine che sostengono la tesi del negazionismo sull’Olocausto.

La portata della cosa va ben al di là di queste pagine sulla seconda guerra mondiale, è un pericolo reale per l’informazione stessa, per il senso che ha Internet e per il suo valore.

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L’origine lo scopo e la deriva del Web

L’origine lo scopo e la deriva del Web

Quando è nata lo scopo di Internet era ben preciso, chiaro, cristallino, permettere alla gente di comunicare e di condividere informazioni come mai prima.

Tim Berners-Lee ( leggi chi è ) e il suo team di ricercatori resero fruibile la prima pagina Web ( se volete vederla è online ) al di fuori del CERN di Ginevra il 23 agosto del 1991.

Lo spirito era quindi la condivisione di informazioni a distanza, e si parlava di informazioni di carattere scientifico. Ricercatori da ogni parte del mondo potevano avere a portata di click i lavori e le idee di altri, di fatto la più grande rivoluzione dopo l’invenzione della carta stampata. In altri termini voleva dire diffondere idee e conoscenza, rendere tutti uguali in quanto in possesso delle stesse informazioni, eliminare barriere, pregiudizi, classi sociali, forse persino la povertà, davvero un bel progetto no?

Del protocollo http e del progetto WWW word wide web Tim Berners-Lee non chiese mai i diritti di autore. Le specifiche del protocollo sono gestite dal World Wide Web Consortium (W3C) di cui Tim Berners-Lee fa tuttora parte.

Questa però, in realtà, è il secondo capitolo della nascita del Web, una sorta di Genesi II, ma come nasce davvero Internet?

Bisogna fare un passo indietro, fin nel lontano 1969, quando il Dipartimento della Difesa statunitense, in collaborazione di diverse università americane, diede vita ad una rete di computer capace di garantire una condivisione sicura e veloce di dati e informazioni, anche in caso di conflitto, si chiamava Arpanet.

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Seguendo i paradossi del futuro e la nostra odissea nel Web

Seguendo i paradossi del futuro e la nostra odissea nel Web

In occasione dei 50 anni del film, è uscito sugli schermi una versione restaurata a cura di Christopher Nolan di 2001: Odissea nello Spazio uno dei diversi capolavori di Stanley Kubrick.

Vi chiederete cosa c’entra con il Blog l’argomento di cui intendo discutere, se avrete un poco di pazienza non tarderete a capirlo, posso anticipare che se avete visto quest’opera unica sarete d’accordo che è proprio la tecnologia uno dei protagonisti del film, anche se non è certo l’unico.

L’altro grande protagonista a mio avviso, è la religione, o perlomeno il credere in Dio, se esiste un piano superiore, se nei momenti cruciali dell’evoluzione qualcuno o qualcosa davvero interviene per perseguire il proprio disegno che mai comprenderemo… ma questa è un altra storia.

Come non mi stancherò mai di ripetere sono antico, ma non così tanto, era infatti il 1968 quando usciva il film nelle sale ed io non ero neppure nato.

La fantasia umana ha sempre precorso i tempi, da Jules Verne in poi rincorriamo noi stessi sulla faccia della luna, ci tuffiamo in misteriosi mondi scomparsi nel cuore della terra, passiamo accanto alle incredibili verità degli abissi degli oceani.

E mi meraviglio di sorprendermi ancora, come un bimbo, vedendo cosa pensavano 50 anni fa del futuro del nostro mondo, della realtà che viviamo oggi. Mai sazio di novelli Ulisse, di personaggi che cercano i limiti della conoscenza, uomini che vogliono vedere cosa c’è dopo la collina, dopo le colonne d’Ercole, dopo quello che è stato detto essere certo.

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Qualunque cosa significhi Web si sta diffondendo

Qualunque cosa significhi Web si sta diffondendo

Ho appena visitato alcuni siti Web dei più importanti quotidiani online italiani, scavando tra l’immondizia digitale dei banner, dei pop up, della pubblicità online opprimente ed ho notato due notizie. In realtà più che di notizie si tratta di dati.

Il primo dato riguarda le SIM, le schede dei telefonini, oggi le SIM card esistenti ed attive sono più degli abitanti stessi del pianeta. Gli smartphone, cioè i telefoni collegati a Internet, stando all’ultimo Mobility Report di Ericsson, hanno raggiunto la cifra di 4,3 miliardi, parliamo di un totale di 7,9 miliardi di SIM, pari in totale al 104% della popolazione mondiale (direi che molte persone hanno più di un telefonino).

Il secondo dato e che sono solamente passati 11 anni da quando è nato il primo smartphone da quando si facevano le code di ore davanti ai punti vendita per assicurarsi il nuovo giocattolo del nuovo millennio per primi. Da allora il mondo è cambiato completamente, e sarete tutti d’accordo immagino che questa non è un opinione ma un fatto.

Ho scelto di iniziare il TechBlog con questo post perché spero proprio ci aiuti ad aprire gli occhi, sarà una sorta di incipit. E mi sembra quasi di vederlo questo incipit in puro stile da film di fantascienza anni 80, con le scritte rosse che scorrono verso l’alto dello schermo su fondo nero.

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Creare un Blog? Si va a incominciare…

Creare un Blog? Si va a incominciare…

Eccomi finalmente alle prese con il nuovo Blog, dopo anni di considerazioni, pensieri e tentazioni.

Come fare un Blog? Davvero dovevo ricominciare? Me ne pentirò? Potevo farne a meno? Finirà come le altre volte? Ma il FotoBlog non bastava già di suo?

Le domande si affollano dense nel cervello, intasano e rallentano, sono troppe, come sempre.

Sta iniziando luglio, e fa già decisamente caldo, le giornate lunghe arroventano i muri e le domande, meglio farle tacere subito accendendo lo stereo con una bella canzone dei Rolling Stones… ‘Get off my cloud’.

Si lo so da me, inutile che lo diciate, sono antico e mi piace la musica Rock ’70 , ma è proprio per questo (lo capirete dopo, al fondo di questo post) che posso scrivere quello di cui si occuperà questo Blog.

Sono solo le 18, ma oggi ho deciso di chiudere prima.

No non sono in un ufficio, non timbro un cartellino, ma in quello che faccio ci vuole molta disciplina, in casa imporsi i giusti ritmi senza distrarsi non è affatto semplice e non ci sono orari. Decidi tu quando iniziare e quando finire, quando è tempo di fare quello che devi fare, ed ora è tempo di creare questo Blog.

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