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Nevrosi da scatto perfetto e vacanze

Nevrosi da scatto perfetto e vacanze

Sarà l’ennesimo viaggio nel Sudest Asiatico e come ogni volta mi sembra di tornare a casa. Starò via un mese in Vietnam, non molto, ma spero basti per avere un’ idea del paese e delle sue zone principali.

Mentre in una Torino semi deserta attendo il 25 di Agosto, giorno della mia partenza, sto completando i preparativi, finendo gli ultimi lavori sui siti Web dei miei clienti, le giornate si susseguono tranquille, calde, quasi oleose.

Chiuderò in qualche modo un cerchio iniziato ben 18 anni fa quando il 7 luglio del 2000 salì su un aereo per Bangkok con in mano un biglietto di sola andata e nessuna idea del ritorno. Non avevo ancora trent’anni e volevo sapere, volevo vedere, probabilmente volevo solo conoscere me stesso.

Racconto tutto questo perché i miei viaggi in qualche modo sono sempre stati intrecciati dalla fotografia che è divenuta da semplice hobby una vera passione.

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Per un trilione di dollari, Apple vale il PIL di uno Stato europeo

Per un trilione di dollari, Apple vale il PIL di uno Stato europeo

Ad inizio Agosto, tra caldo rovente in città e voglia di mare, la Borsa americana ha visto Apple toccare un nuovo record con un valore capitalizzato che ha raggiunto un trilione di dollari.

Un trilione di dollari è un modo altisonante per dire mille miliardi di dollari; a spingere la corsa di Apple in Borsa nelle ultime sedute è stata la trimestrale sopra le attese, con l’iPhone che continua a produrre ricavi.

Mentre mi prendo una pausa dal mio lavoro di realizzazione siti Web leggendo le news mi passano veloce i ricordi infantili dei fumetti con Paperon de’ Paperoni di casa Disney già cominciavo già ad immaginare i grandi capi della Apple sguazzare in piscine di monete sonanti ridendosela.

Ma il mondo moderno è davvero strano ed i numeri in Borsa, se da un lato condizionano pesantemente la realtà in cui viviamo, dall’altro valgono meno che zero. Poche persone infatti ci pensano, o sanno, che oramai da diversi decenni il denaro è veramente solo carta.

Personalmente mi piace ricordarlo il più possibile.

Il modello economico attuale basato sullo sviluppo sfrenato a tutti i costi ha bisogno di una massa tale di liquidità che semplicemente non esiste sul pianeta abbastanza oro per poterla garantire.

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Navigando a vista tra realtà virtuale e nulla

Navigando a vista tra realtà virtuale e nulla

Nonostante il caldo torrido e nonostante una spalla mal messa dopo un incidente in bici rieccomi a voi; poco più di una settimana fa parlavo di deriva del Web e mi ritrovo oggi ad averne l’ennesima conferma.

Riflettevo sul fatto che il Web nasceva per diffondere e condividere informazioni a tutti i livelli oggi però ci troviamo al punto in cui la mole di tale informazioni è semplicemente immensa ma la maggioranza di essa  risulta di bassa qualità nonché decisamente superflua.

A quanto pare per qualcuno è quasi sacro il diritto delle persone a scrivere sul Web qualcosa, per quanto palesemente ridicolo o falso o dannoso.

Siamo decisamente arrivati al punto che il diritto di parola sovrasta anche la realtà oggettiva o storica a discapito della verità e della certezza di fatti e di informazioni.

La notizia a cui mi riferisco è il caso di Facebook e quanto ha detto il suo fondatore in merito alla libertà di opinione.

Secondo Zuckerberg infatti anche le pagine controverse hanno il diritto di rimanere online a meno che non arrechino a qualcuno dei danni diretti o che incitino direttamente a violenza o cose simili. Il riferimento è alla questione di aver giustificato la mancata cancellazione di pagine che sostengono la tesi del negazionismo sull’Olocausto.

La portata della cosa va ben al di là di queste pagine sulla seconda guerra mondiale, è un pericolo reale per l’informazione stessa, per il senso che ha Internet e per il suo valore.

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L’origine lo scopo e la deriva del Web

L’origine lo scopo e la deriva del Web

Quando è nata lo scopo di Internet era ben preciso, chiaro, cristallino, permettere alla gente di comunicare e di condividere informazioni come mai prima.

Tim Berners-Lee ( leggi chi è ) e il suo team di ricercatori resero fruibile la prima pagina Web ( se volete vederla è online ) al di fuori del CERN di Ginevra il 23 agosto del 1991.

Lo spirito era quindi la condivisione di informazioni a distanza, e si parlava di informazioni di carattere scientifico. Ricercatori da ogni parte del mondo potevano avere a portata di click i lavori e le idee di altri, di fatto la più grande rivoluzione dopo l’invenzione della carta stampata. In altri termini voleva dire diffondere idee e conoscenza, rendere tutti uguali in quanto in possesso delle stesse informazioni, eliminare barriere, pregiudizi, classi sociali, forse persino la povertà, davvero un bel progetto no?

Del protocollo http e del progetto WWW word wide web Tim Berners-Lee non chiese mai i diritti di autore. Le specifiche del protocollo sono gestite dal World Wide Web Consortium (W3C) di cui Tim Berners-Lee fa tuttora parte.

Questa però, in realtà, è il secondo capitolo della nascita del Web, una sorta di Genesi II, ma come nasce davvero Internet?

Bisogna fare un passo indietro, fin nel lontano 1969, quando il Dipartimento della Difesa statunitense, in collaborazione di diverse università americane, diede vita ad una rete di computer capace di garantire una condivisione sicura e veloce di dati e informazioni, anche in caso di conflitto, si chiamava Arpanet.

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Seguendo i paradossi del futuro e la nostra odissea nel Web

Seguendo i paradossi del futuro e la nostra odissea nel Web

In occasione dei 50 anni del film, è uscito sugli schermi una versione restaurata a cura di Christopher Nolan di 2001: Odissea nello Spazio uno dei diversi capolavori di Stanley Kubrick.

Vi chiederete cosa c’entra con il Blog l’argomento di cui intendo discutere, se avrete un poco di pazienza non tarderete a capirlo, posso anticipare che se avete visto quest’opera unica sarete d’accordo che è proprio la tecnologia uno dei protagonisti del film, anche se non è certo l’unico.

L’altro grande protagonista a mio avviso, è la religione, o perlomeno il credere in Dio, se esiste un piano superiore, se nei momenti cruciali dell’evoluzione qualcuno o qualcosa davvero interviene per perseguire il proprio disegno che mai comprenderemo… ma questa è un altra storia.

Come non mi stancherò mai di ripetere sono antico, ma non così tanto, era infatti il 1968 quando usciva il film nelle sale ed io non ero neppure nato.

La fantasia umana ha sempre precorso i tempi, da Jules Verne in poi rincorriamo noi stessi sulla faccia della luna, ci tuffiamo in misteriosi mondi scomparsi nel cuore della terra, passiamo accanto alle incredibili verità degli abissi degli oceani.

E mi meraviglio di sorprendermi ancora, come un bimbo, vedendo cosa pensavano 50 anni fa del futuro del nostro mondo, della realtà che viviamo oggi. Mai sazio di novelli Ulisse, di personaggi che cercano i limiti della conoscenza, uomini che vogliono vedere cosa c’è dopo la collina, dopo le colonne d’Ercole, dopo quello che è stato detto essere certo.

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Qualunque cosa significhi Web si sta diffondendo

Qualunque cosa significhi Web si sta diffondendo

Ho appena visitato alcuni siti Web dei più importanti quotidiani online italiani, scavando tra l’immondizia digitale dei banner, dei pop up, della pubblicità online opprimente ed ho notato due notizie Qualunque cosa significhi Webinteressanti. In realtà più che di notizie si tratta di dati.

Il primo dato riguarda le SIM, le schede dei telefonini, oggi le SIM card esistenti ed attive sono più degli abitanti stessi del pianeta. Gli smartphone, cioè i telefoni collegati a Internet, stando all’ultimo Mobility Report di Ericsson, hanno raggiunto la cifra di 4,3 miliardi, parliamo di un totale di 7,9 miliardi di SIM, pari in totale al 104% della popolazione mondiale (direi che molte persone hanno più di un telefonino).

Il secondo dato e che sono solamente passati 11 anni da quando è nato il primo smartphone da quando si facevano le code di ore davanti ai punti vendita per assicurarsi il nuovo giocattolo del nuovo millennio per primi. Da allora il mondo è cambiato completamente, e sarete tutti d’accordo immagino che questa non è un opinione ma un fatto.

Ho scelto di iniziare il TechBlog con questo post perché spero proprio ci aiuti ad aprire gli occhi, sarà una sorta di incipit. E mi sembra quasi di vederlo questo incipit in puro stile da film di fantascienza anni 80, con le scritte rosse che scorrono verso l’alto dello schermo su fondo nero.

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Creare un Blog? Si va a incominciare…

Creare un Blog? Si va a incominciare…

Eccomi finalmente alle prese con il nuovo Blog, dopo anni di considerazioni, pensieri e tentazioni.

Come fare un Blog? Davvero dovevo ricominciare? Me ne pentirò? Potevo farne a meno? Finirà come le altre volte? Ma il FotoBlog non bastava già di suo?

Le domande si affollano dense nel cervello, intasano e rallentano, sono troppe, come sempre.

Sta iniziando luglio, e fa già decisamente caldo, le giornate lunghe arroventano i muri e le domande, meglio farle tacere subito accendendo lo stereo con una bella canzone dei Rolling Stones… ‘Get off my cloud’.

Si lo so da me, inutile che lo diciate, sono antico e mi piace la musica Rock ’70 , ma è proprio per questo (lo capirete dopo, al fondo di questo post) che posso scrivere quello di cui si occuperà questo Blog.

Sono solo le 18, ma oggi ho deciso di chiudere prima.

No non sono in un ufficio, non timbro un cartellino, ma in quello che faccio ci vuole molta disciplina, in casa imporsi i giusti ritmi senza distrarsi non è affatto semplice e non ci sono orari. Decidi tu quando iniziare e quando finire, quando è tempo di fare quello che devi fare, ed ora è tempo di creare questo Blog.

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