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TechBlog

L’origine lo scopo e la deriva del Web

L’origine lo scopo e la deriva del Web

Quando è nata lo scopo di Internet era ben preciso, chiaro, cristallino, permettere alla gente di comunicare e di condividere informazioni come mai prima.

Tim Berners-Lee ( leggi chi è ) e il suo team di ricercatori resero fruibile la prima pagina Web ( se volete vederla è online ) al di fuori del CERN di Ginevra il 23 agosto del 1991.

Lo spirito era quindi la condivisione di informazioni a distanza, e si parlava di informazioni di carattere scientifico. Ricercatori da ogni parte del mondo potevano avere a portata di click i lavori e le idee di altri, di fatto la più grande rivoluzione dopo l’invenzione della carta stampata. In altri termini voleva dire diffondere idee e conoscenza, rendere tutti uguali in quanto in possesso delle stesse informazioni, eliminare barriere, pregiudizi, classi sociali, forse persino la povertà, davvero un bel progetto no?

Del protocollo http e del progetto WWW word wide web Tim Berners-Lee non chiese mai i diritti di autore. Le specifiche del protocollo sono gestite dal World Wide Web Consortium (W3C) di cui Tim Berners-Lee fa tuttora parte.

Questa però, in realtà, è il secondo capitolo della nascita del Web, una sorta di Genesi II, ma come nasce davvero Internet?

Bisogna fare un passo indietro, fin nel lontano 1969, quando il Dipartimento della Difesa statunitense, in collaborazione di diverse università americane, diede vita ad una rete di computer capace di garantire una condivisione sicura e veloce di dati e informazioni, anche in caso di conflitto, si chiamava Arpanet.

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Seguendo i paradossi del futuro e la nostra odissea nel Web

Seguendo i paradossi del futuro e la nostra odissea nel Web

In occasione dei 50 anni del film, è uscito sugli schermi una versione restaurata a cura di Christopher Nolan di 2001: Odissea nello Spazio uno dei diversi capolavori di Stanley Kubrick.

Vi chiederete cosa c’entra con il Blog l’argomento di cui intendo discutere, se avrete un poco di pazienza non tarderete a capirlo, posso anticipare che se avete visto quest’opera unica sarete d’accordo che è proprio la tecnologia uno dei protagonisti del film, anche se non è certo l’unico.

L’altro grande protagonista a mio avviso, è la religione, o perlomeno il credere in Dio, se esiste un piano superiore, se nei momenti cruciali dell’evoluzione qualcuno o qualcosa davvero interviene per perseguire il proprio disegno che mai comprenderemo… ma questa è un altra storia.

Come non mi stancherò mai di ripetere sono antico, ma non così tanto, era infatti il 1968 quando usciva il film nelle sale ed io non ero neppure nato.

La fantasia umana ha sempre precorso i tempi, da Jules Verne in poi rincorriamo noi stessi sulla faccia della luna, ci tuffiamo in misteriosi mondi scomparsi nel cuore della terra, passiamo accanto alle incredibili verità degli abissi degli oceani.

E mi meraviglio di sorprendermi ancora, come un bimbo, vedendo cosa pensavano 50 anni fa del futuro del nostro mondo, della realtà che viviamo oggi. Mai sazio di novelli Ulisse, di personaggi che cercano i limiti della conoscenza, uomini che vogliono vedere cosa c’è dopo la collina, dopo le colonne d’Ercole, dopo quello che è stato detto essere certo.

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Qualunque cosa significhi Web si sta diffondendo

Qualunque cosa significhi Web si sta diffondendo

Ho appena visitato alcuni siti Web dei più importanti quotidiani online italiani, scavando tra l’immondizia digitale dei banner, dei pop up, della pubblicità online opprimente ed ho notato due notizie Qualunque cosa significhi Webinteressanti. In realtà più che di notizie si tratta di dati.

Il primo dato riguarda le SIM, le schede dei telefonini, oggi le SIM card esistenti ed attive sono più degli abitanti stessi del pianeta. Gli smartphone, cioè i telefoni collegati a Internet, stando all’ultimo Mobility Report di Ericsson, hanno raggiunto la cifra di 4,3 miliardi, parliamo di un totale di 7,9 miliardi di SIM, pari in totale al 104% della popolazione mondiale (direi che molte persone hanno più di un telefonino).

Il secondo dato e che sono solamente passati 11 anni da quando è nato il primo smartphone da quando si facevano le code di ore davanti ai punti vendita per assicurarsi il nuovo giocattolo del nuovo millennio per primi. Da allora il mondo è cambiato completamente, e sarete tutti d’accordo immagino che questa non è un opinione ma un fatto.

Ho scelto di iniziare il TechBlog con questo post perché spero proprio ci aiuti ad aprire gli occhi, sarà una sorta di incipit. E mi sembra quasi di vederlo questo incipit in puro stile da film di fantascienza anni 80, con le scritte rosse che scorrono verso l’alto dello schermo su fondo nero.

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Creare un Blog? Si va a incominciare…

Creare un Blog? Si va a incominciare…

Eccomi finalmente alle prese con il nuovo Blog, dopo anni di considerazioni, pensieri e tentazioni.

Come fare un Blog? Davvero dovevo ricominciare? Me ne pentirò? Potevo farne a meno? Finirà come le altre volte? Ma il FotoBlog non bastava già di suo?

Le domande si affollano dense nel cervello, intasano e rallentano, sono troppe, come sempre.

Sta iniziando luglio, e fa già decisamente caldo, le giornate lunghe arroventano i muri e le domande, meglio farle tacere subito accendendo lo stereo con una bella canzone dei Rolling Stones… ‘Get off my cloud’.

Si lo so da me, inutile che lo diciate, sono antico e mi piace la musica Rock ’70 , ma è proprio per questo (lo capirete dopo, al fondo di questo post) che posso scrivere quello di cui si occuperà questo Blog.

Sono solo le 18, ma oggi ho deciso di chiudere prima.

No non sono in un ufficio, non timbro un cartellino, ma in quello che faccio ci vuole molta disciplina, in casa imporsi i giusti ritmi senza distrarsi non è affatto semplice e non ci sono orari. Decidi tu quando iniziare e quando finire, quando è tempo di fare quello che devi fare, ed ora è tempo di creare questo Blog.

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